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The Great Commanders (7 threads, 201 posts)
    Julius Caesar (17 posts)
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    For the discussion of the life and campaigns of Julius Caesar. ...
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    Author: * Velthur Valerius - 7 Posts on this thread out of 210 Posts sitewide.
    Date: Nov 4, 2005 - 15:25

     (19 aprile) Caio Giulio Cesare con le veterane Legio VIII, la Legio XII e la Legio XIII supera le Alpi per la “Cornice” combattendo e battendo i Liguri di Albintimilium (Ventimiglia) e giunge a Massilia (Marsiglia) ma la città greca, eterna alleata romana, gli chiude le porte. Ufficialmente la città vuole mantenersi neutrale nella guerra in corso tre cesariani e pompeiani avendo da entrambi ricevuto benefici e concessioni territoriali [da Caio Giulio Cesare aveva ottenuto terre dei Salii (tribù della Narbonese) e da Gneo Pompeo Magno venti anni prima terre degli Elvii del Vivarais (tribù della Narbonese) e dei Volsci di Nîmes (tribù della Narbonese)]. Ufficiosamente però Marsiglia vede nel conquistatore della Gallia il responsabile della sua futura rovina economica e dei commerci con la Gallia e la Bretagna. I Marsigliesi avevano già ammassato grano in città, avevano organizzato fabbriche di armi e riparato le mura, le porte e la flotta. La città conta circa 40.000 abitanti di cui 10.000 combattenti, a rinforzo poi erano stati assoldati un migliaio di mercenari liguri Albici. A nord la città ha una mura passente lunga 250 metri munita di torri sporgenti, preceduta da un fossato e munita di un largo cammino di ronda per ospitare i difensori e le macchine da guerra. Il resto della città è difeso dal mare, da una palude e dal porto Lacydon (Porto Vecchio) circondato da un baluardo. Vicina inoltre alla via Aurelia che da Aix al passo del Frejus collega l’Italia alla Spagna Marsiglia è una spina nel fianco per i piani di Caio Giulio Cesare
     (aprile calendario romano) [marzo calendario giuliano] Caio Giulio Cesare pone il campo sul colle di Carmes di fronte alla città e tratta con il supremo magistrato Apollonide e con i quindici primati cittadini per evitare la guerra ma l’arrivo del pompeiano Lucio Domizio Enobarbo (console del 54 a.C., da Cesare liberato a Corfinio, trisavolo dell’imperatore Nerone) nel porto di Lacydon con sette veloci navi noleggiate e/o requisite da privati a Cosa (Ansedonia) e piene dei suoi affittuari etruschi dopo aver fatto sosta nell’isola di Igilium (Giglio) fa precipitare la situazione. Marsiglia gli affida il governo della città ed il comando supremo della guerra. Caio Giulio Cesare da ordine di costruire dodici vascelli da guerra d’alto bordo negli arsenali di Arelate (Arles), città sulla riva sinistra del fiume Rodano, per impedire e/o disturbare le comunicazioni marittime e macchine d’assedio. Saranno costruiti in 30 giorni dopo il taglio del legname. Richiama verso di sé il legato Caio Trebonio che con tre legioni (la veterana Legio VII, la veterana Legio X e forse la gallica Legio V Alaudae di cui non abbiamo notizie) stava marciando dalla vallata del fiume Rodano verso la Spagna. Il piano di conquista cesariano della città è simile a quello della celtica Avarico e cioè erigere un vallo attorno alle mura cittadine e poi realizzare un terrapieno che arrivi fino all’altezza delle mura per prenderla d’assalto.
     (primavera) Il proconsole Gneo Pompeo Magno dall’Epiro invia il figlio maggiore Gneo Pompeo in Egitto per chiedere navi e frumento. La regina egiziana Cleopatra VII esaudisce la richiesta ed invia 60 navi cariche di grano e 500 soldati di Aulo Gabinio (console del 58 a.C.) rimasti al suo servizio.
     (aprile calendario romano) [marzo calendario giuliano] Il pretore pompeiano Marco Aurelio Cotta abbandona la Sardegna dopo essere stato cacciato da Cagliari dagli abitanti.
     (23 aprile calendario romano) [23 marzo calendario giuliano] Il legato cesariano Quinto Valerio Orca (pretore del 57 a.C.) sbarca in Sardegna con una legione.
     (23 aprile calendario romano) [23 marzo calendario giuliano] Il legato cesariano Caio Scribonio Curione (propretore del 49 a.C.) è vicino alla Sicilia con tre legioni.
     (25 aprile calendario romano) [25 marzo calendario giuliano] Il pompeiano Marcio Porcio Catone (pretore del 54 a.C.) abbandona la provincia ai cesariani rinunciando a contrastarne l’avanzata. ed imbarca le due legioni cittadini romani reclutate nel Bruzio, in Lucania ed in Sicilia in base alla lex Iulia de civitate sociis et Latinis danda del 90 a.C. che gli permatteva di dare il diritto di cittadinanza romana a tutti gli abitanti d’Italia rimasti fedeli a Roma.
     (inizio maggio calendario romano) [aprile calendario giuliano] I legati pompeiani Marco Petreio e Lucio Afranio uniscono le loro forze e si attestano sul colle di Gardeuy (25 ettari) e vi costruiscono il campo trincerato. Di fronte a loro c’è sul colle omonimo la citta di Ilerda (Lerida) città della Citeriore situata 40 km a nord del fiume Ebro ed a strapiombo di 116 metri sulla riva destra del fiume Sicoris (Segre) affluente di sinistra del fiume Ebro che nasce vicino al Perthus. Dispongono di cinque legioni, di trenta coorti di fanti cetrati (scudo leggero) e 5.000 cavalieri e controllano l’unico ponte di pietra che permette di passare sulla riva sinistra del fiume e rifornirsi di foraggio e viveri. Hanno immagazzinato le loro vettovaglie nella città di Ilerda.
     (20 maggio calendario romano) [aprile calendario giuliano] Il legato cesariano Caio Fabio Adriano mette il campo a nord di Ilerda e fa costruire due ponti in legno lontani tra loro quattro miglia sul fiume Sicoris. Manda esploratori sulla sponda sinistra che vengono però attaccati dalla cavalleria afraniana.
     (maggio calendario romano) [aprile calendario giuliano] Non si registrano in Spagna scontri tra i due eserciti ma solo scaramucce tra i foraggeri sulla riva sinistra del fiume Sicoris.
     (maggio calendario romano) [aprile calendario giuliano] Assedio di MARSIGLIA Caio Giulio Cesare inizia l'assedio della citta con le tre legioni veterane Legio VIII, la Legio XII e la Legio XIII. Fa realizzare il terrapieno (agger) e dispone la costruzione di torri e di tettoie mobili per l'assalto alla città. I Marsigliesi però riescono a bruciare l'armatura del terrapieno e respingono poi distruggendola con lanci di pietre una testuggine formata con gli scudi per abbattere una porta della città. I greci Massalioti sono più esperti dei Galli nelle tecniche di assedio e tecnologicamente più preparati quindi pensando ad un assedio lungo Caio Giulio Cesare decide di proseguire per la Spagna e lasciare il comando ed il compito dell'assedio al legato appena giunto Caio Trebonio tribuno della plebe del 55 a.C., futuro pretore del 48 a.C., futuro console suffetto del 45 a.C.), con le tre legioni (la Legio VII e la Legio X e forse la Legio V Alaudae di cui non abbiamo notizie) e all'ammiraglio Decimo Giunio Bruto Albino (aveva già comandato l'armata cesariana durante la guerra Venetica nell'Armorica, futuro pretore del 48 a.C.) quello dell'armata appena approntata che aveva raggiunto il mare discendendo l'ultimo tratto navigabile del Rodano in modo da assicurare il blocco della città.
     (maggio calendario romano) [aprile calendario giuliano] Caio Giulio Cesare parte per la Spagna per unirsi al legato Caio Fabio Adriano (pretore del 58 a.C.) ed alle tre legioni veterane Legio IX, la Legio XI e la Legio XIV che si era già scontrato con i pompeiani ad Ilerda L’esercito di Cesare è composto dalle tre legioni veterane che aveva portato con sé dall’Italia e cioè la Legio VIII, la Legio XII e la Legio XIII, da 6.000 fanti ausiliari, da 3.000 cavalieri di guerre precedenti, da 3.000 cavalieri galli e da 2.000 Aquitani. Attraversa i monti Pirenei per il passo del Perthus e marcia verso il legato Caio Fabio Adriano ad Ilerda. NOTA Non è attestato da Caio Giulio Cesare nel De Bello Civili quali fossero le tre legioni che egli porta con sé in Spagna e che fine abbiano fatto le 22 coorti della Narbonese.
     (primo semestre) Ritorna ad Utica (Africa), mandato dal senato pompeiano di Tessalonica, Caio Considio Longo in qualità di legatus pro praetore con lo stesso titolo che il proconsole Gneo Pompeo Magno aveva attribuito a Publio Azzio Varo. Di fatto però sia Caio Considio Longo che Quinto Ligario sono subalterni ad Azzio Varo. Lucio Elio Tuberone ravvedutosi viene congedato da Azzio Varo.
     (giugno-settembre calendario romano) [maggio-agosto calendario giuliano] Il legato cesariano Caio Trebonio cerca con nuovi congegni di conquistare la città di Marsiglia, costruisce con alberi e tronchi un altro terrapieno (agger) che viene di nuovo incendiato dagli assediati. Scava poi dei tunnels nella zone del porto sotto le mura ma i Marsigliesi, imitandoli dall'interno, riescono ad allagarli facendo annegare i genieri romani. Fa realizzare poi un'alta torre rivestita di mattoni e ricoperta di stoie in modo da permettere l'avvicinamento ai bastioni difensivi di una galleria o tettoia di legno fasciata di tegole contenente un ariete per distruggere le mura. Gli assediati però riescono a catturare l'ariete con un cavo azionato da una ruota. Trebonio fa poi costruire un grande tunnel di avvicinamento alle mura munito di pilastri coperto di graticci rivestiti con sei piedi di malta per impedirne l'incendio. All'interno di esso moltissimi uomini possono lavorare per aprire una breccia. Tutti i tentativi si dimostrano vani ma i difensori sono ormai allo stremo per la fame ed iniziano trattative con i Romani.
     (7 giugno calendario romano) [7 maggio calendario giuliano] Il senatore consolare Marco Tullio Cicerone (console del 63 a.C.), malgrado il divieto di Caio Giulio Cesare, si imbarca a Gaeta e lascia l’Italia per seguire il proconsole Gneo Pompeo Magno pur avendo la assoluta certezza di seguire la causa perdente. Si reca presso il suo accampamento in Epiro.
     (circa 20 giugno calendario romano) [21 maggio calendario giuliano] Scontro terrestre del SEGRE (SICORIS). Il legato cesariano Lucio Munazio Planco (futuro pretore del 45 a.C.) con le due legioni di scorta ai foraggiatori rimane isolato sulla riva sinistra del fiume Segre senza poter tornare indietro, causa una piena inaspettata che travolge uno dei due ponti di legno del fiume Segre. Attaccato prontamente da quattro legioni e dalla cavalleria guidate da Lucio Afranio si difende su una zona elevata fino all’arrivo dell’altra legione di rinforzo inviata da Caio Fabio che aveva attraversato il Segre nell’altro ponte di legno più lontano. Abilmente le legioni romane riescono a disimpegnarsi e a ritornare quasi indenni sulla riva destra del fiume.
     (22 giugno calendario romano) [23 maggio calendario giuliano] Caio Giulio Cesare dopo aver attraversato i monti Pirenei per il passo del Perthus giunge presso Ilerda con 900 cavalieri nel campo di Caio Fabio Adriano che si trovava in difficoltà. Precede di pochissimo il resto dell’esercito. Da ordine di ripristinare nella notte stessa il ponte distrutto dalla piena del fiume Segrè.
     (23 giugno calendario romano) [24 maggio calendario giuliano] Caio Giulio Cesare lascia sei coorti a presidiare il campo e con le altre cinquantaquattro marcia verso gli afraniani. Dispone gli uomini davanti al colle Gardeuy e siccome Afranio rifiuta la battaglia inizia la costruzione di un nuovo campo fortificato con un vallo vicino a quello del nemico.
     (24 giugno) Continuano i lavori di completamento del campo cesariano. Lucio Afranio e Marco Petreio cercano di disturbare i lavori ma tre legioni cesariane stanno a difesa dei legionari impegnati nella costruzione.
     (25 giugno calendario romano) [26 maggio calendario giuliano] L’accampamento cesariano viene rinforzato con una palizzata e tutti i bagagli e relative coorti di presidio vengono trasferiti dal vecchio al nuovo campo. Il campo dei pompeiani è situato in un colle vicino alla città di Ilerda.
     (26 giugno calendario romano) [27 maggio calendario giuliano] Battaglia terrestre di ILERDA. Caio Giulio Cesare fa uscire inizialmente dal campo tre legioni e ne manda una ad occupare la piccola collina Puig Bordel, situata tra il colle di Gardeuy dove c’è il campo dei pompeiani e la città di Ilerda, per interrompere i rifornimenti all’esercito pompeiano. La legione viene respinta dai soldati di Lucio Afranio che combattono in modo rozzo ma efficace e cerca di rientrare tra le altre. La Legio IX inviata a soccorso sbaraglia i nemici e li costringe a ritirarsi presso il colle ove sorge la città. Spintasi troppo avanti la Legio IX viene a trovarsi in difficoltà e Cesare è costretto a difenderla solo con truppe terrestri senza poter far uso della cavalleria.. Il combattimento dura ben cinque ore con esito vario. Muoiono nel primo scontro 70 cesariani tra cui Quinto Fulginio primo centurione degli astati della Legio XIV e più di 600 i feriti. Muoiono 200 soldati pompeiani, il centurione primipilo Tito Cecilio ed altri quattro centurioni. La pioggia fa crollare i due ponti di legno provvisori ripristinati dai Romani sul fiume Segre. I cesariani non hanno più collegamenti con la Narbonese.
     (27 giugno mattino calendario romano) [28 maggio mattino calendario giuliano] Battaglia navale di FRIOUL. La battaglia navale di Marsiglia viene combattuta al largo della città, non lontano dall’antistante isoletta (odierna Ratonneau) e dal Frioul, dall’ammiraglio cesariano Decimo Giunio Bruto Albino contro quello massiliota (greco focese) guidata dall’ammiraglio Parmeno. I Romani dispongono di 12 vascelli (di cui l’ammiraglia è a sei ordini di remi, mentre le altre sono quadriremi e triremi) ed un certo numero di liburne (navi a due ordini di remi) mentre i massalioti dispongono di 17 nuovi vascelli (di cui 11 con coperta) più sette navigli leggeri. Le navi marsigliesi appena uscite dal porto di Lacydon vengono inseguite da quelle romane appostate dietro le isole Stocchades (circa 90 chilometri ed est di Marsiglia). In precedenza l’ammiraglio Parmeno non aveva fatto nulla per arrestare l’arrivo della flotta romana proveniente da Arles alle fosse Marianne. I Greci hanno equipaggi molto esperti e imbarcano sulle navi molti arcieri mentre i Romani hanno rematori e piloti meno esperti requisiti dalle navi onerarie. Per compensare queste carenze Caio Giulio Cesare aveva lasciato a Decimo Giunio Bruto Albino gli uomini più coraggiosi delle sue legioni. Le veloci ma leggere navi greche non sono costruttivamente in grado di speronare le possenti galere romane fornite di mani di ferro, di arpioni, ramponi e di una grande quantità di giavellotti, di tragule ed altri proiettili. Dopo i primi tentativi di speronamento e relative contromosse per evitarli la battaglia diventa statica, le navi si agganciano tra di loro e lo scontro si trasforma in battaglia terrestre. La spada romana ha il sopravvento sulle armi greche. L’uso del fuoco appiccato da torce resinose con l’aiuto della pece e della cera liquefatta incendia le navi greche. La battaglia termina con una fuga precipitosa dei Greci nei loro arsenali. Le perdite greche ammontano a nove navi colate a picco e sei catturate mentre i Romani non subiscono perdite. Viene quindi ripristinato il blocco navale alla città.
     (fine giugno calendario romano) [fine maggio calendario giuliano] Le principali città del nord della Spagna alla notizia della vittoria navale del Frioul iniziano a defezionare dai pompeiani.
     (fine giugno calendario romano) [fine maggio calendario giuliano] Il legato pompeiano Marco Terenzio Varrone arma alcune navi a Hispalis (Siviglia) ed a Cadice, recluta trenta coorti ausiliarie, immagazzina grano e risorse finanziare (2.000 libbre d’argento e 18 milioni di sesterzi) per la guerra contro Caio Giulio Cesare.
     (luglio) Giunge a Roma la notizia che Caio Giulio Cesare è in grande difficoltà ad Ilerda. La gens Afrania è fatta segno di grandi elogi e molti senatori rimasti finora neutrali lasceranno l’Urbe per raggiungere Gneo Pompeo Magno in Oriente.
     (luglio calendario romano) [maggio calendario giuliano] I Marsigliesi allestiscono una squadra di 17 navi composta da nove navi sfuggite alla sconfitta del Frioul più otto vecchi vascelli ripristinati e sostituiscono lo sconfitto ammiraglio Parmeno con l’ammiraglio Ermone. Questi cerca di riunirsi con la squadra navale pompeiana, mandata da Durazzo dal proconsole Gneo Pompeo Magno, al comando di Lucio Nasidio composta da 16 navi (fra cui alcune con la prua di bronzo) più una nuova nave catturata nei cantieri di Messina al legato cesariano Caio Scribonio Curione.
     (luglio calendario romano) [maggio calendario giuliano] Caio Giulio Cesare fa ricostruire un terzo ponte con barche leggere bretoni costruite segretamente e trasportate con carri sul fiume Sicoris (Segrè) a trenta chilometri a monte di Ilerda (forse San Llorenz). Ristabilisce così le comunicazioni con la provincia Narbonese. Con l’arrivo dei viveri giunge la notizia della vittoria navale di Decimo Giunio Bruto Albino. A questo punto sale il morale delle truppe e defezionano da Afranio le città iberiche del nord Osea, Calagurris, Tarraco, la tribù degli Ausetani (a sud dei Pirenei), la tribù degli Iacetani (a nord della foce del fiume Ebro), la tribù degli Illurgavonesi (a sud della foce dell’Ebro) e una coorte ausiliaria illurganovese al servizio di Afranio.
     (luglio calendario romano) [giugno calendario giuliano] Battaglia navale di TAUROENTO (TAUROENTUM) L'ammiraglio cesariano Decimo Giunio Bruto Albino con 18 vascelli (dodici costruiti ad Arles più i sei catturati ai Marsigliesi nella battaglia del Frioul) al largo di Tauroentum (piccola piazzaforte costiera a levante di Marsiglia, odierna Le Brush) si scontra di nuovo con l'armata massaliota di 17 vascelli aiutata dai 16 vascelli pompeiani portati dal comandante di squadra Lucio Nasidio. L'ala sinistra greca è comandata dall'ammiraglio marsigliese Ermone mentre quella destra dal pompeiano Lucio Nisidio. Nonostante il valore degli equipaggi greci, usando la stessa tattica del Frioul l'ammiraglio cesariano ottiene una nuova vittoria. Il legato Lucio Nasidio riesce a sganciarsi dalla battaglia senza perdite seguito da una nave marsigliese e si dirige verso la Spagna. I Marsigliesi rientrano nel porto di Lacydon con sole sette navi, cinque sono affondate e quattro vengono catturate dai Romani.
     (luglio calendario romano) [giugno calendario giuliano] Il legato cesariano Caio Scribonio Curione lascia due legioni in Sicilia e con le altre due e 500 cavalieri si imbarca per l’Africa. Messe in fuga le dieci vecchie galere, in dotazione alla provincia d’Africa, giudate dal pompeiano Lucio Giulio Cesare il Giovane, Curione sbarca ad Anquillaria, arriva ad Utica via terra ed occupa il porto via mare. Razzia il suo territorio, respingendo i fanti di Publio Azzio Varo mentre la sua flotta saccheggia 200 navi mercantili. Viene acclamato col nome di imperator.
     (25-26 luglio) Il legato pompeiano Lucio Afranio dopo aver fatto costruire un ponte sul fiume Ebro ad Octosega (forse Maquinenca), a valle della confluenza col fiume Sicoris, passa con l’esercito nella sponda sinistra del fiume Sicoris e marcia verso di esso.
     (28 luglio) Caio Giulio Cesare con cinque legioni attraversa il Sicoris in punti guadabili e sbarra la strada all’esercito pompeiano di cinque legioni di Afranio.
     (29 luglio) Il legato pompeiano Lucio Afranio non accetta la battaglia che Cesare gli offre e decide di ritornare ad Ilerda. La sua ritirata è disturbata dalla cavalleria cesariana e funestata dalle defezioni dei suoi soldati.
     (fine luglio) Il legato pompeiano Lucio Afranio dopo aver messo il campo offre battaglia a Caio Giulio Cesare ma questi che ha il campo vicino agli avversari la rifiuta ed inizia a costruire trincee per assediare il nemico.
     (2 agosto calendario romano) [2 luglio calendario giuliano] Resa di ILERDA Dopo quattro giorni di assedio nel loro campo a Ilerda dalle legioni di Caio Giulio Cesare i legati pompeiani Lucio Afranio e Marco Petreio si arrendono accettando le seguenti condizioni: 1) Lucio Afranio (ha con sé anche il figlio) e Marco Petreio dovranno lasciare la Spagna; 2) licenziare subito tutte le truppe ausiliarie spagnole; 3) le truppe romane pompeiane sarebbero state licenziate alla frontiera tra la Narbonese e l’Italia; 4) nessuno sarebbe stato obbligato a combattere per Cesare; 5) nessuno sarebbe stato oggetto di punizioni o ritoesioni. In quaranta giorni Cesare conquista la Spagna Citeriore e toglie al proconsole Gneo Pompeo Magno ed alla repubblica senatoriale pompeiana cinque legioni. Le perdite cesariane ammontano a 70 legionari, un centurione e duecento ausiliari, le perdite degli afraniani sono solo leggermente superiori.
     (3 agosto calendario romano) [3 luglio calendario giuliano] Le forze afraniane e petreiane arresesi ammontano a 50 coorti (5 legioni), 30 coorti ausiliarie ispaniche della Ulteriore e della Citeriore (armate di scutum e di caetra) e 5.000 cavalieri ispanici. Viene sciolto un terzo dell’esercito e lasciato libero di tornare casa propria. Il resto dell'esercito pompeiano arresosi agli ordini del legato cesariano Quinto Fufio Caleno viene scortato da quattro legioni (forse la Legio VIII, la Legio IX, la Legio XII, la Legio XIII) due in testa e due in coda fino al fiume Varo (confine Narbonese con l'Italia) ove sarebbe poi stato smobilitato. Le legioni cesariane avrebbero poi proseguito per Piacenza.
     (agosto calendario romano) [luglio calendario giuliano] Caio Giulio Cesare con 600 cavalieri marcia verso la provincia Ulteriore in mano al legato pompeiano Marco Terenzio Varrone. Lo seguono due legioni (forse la Legio XI, la Legio XIV) al comando del legato Quinto Cassio Longino.
     (7 agosto notte calendario romano) [luglio calendario giuliano] Il legato cesariano Caio Scribonio Curione lascia in Sicilia le due nuove legioni arruolate ed imbarca le altre due legioni di Marsi e Peligni, arruolate da Gneo Domizio Enobarbo negli Abruzzi e poi passate con Caio Giulio Cesare dopo Corfinio e 500 cavalieri su una flotta mercantile scortata da dodici vascelli da guerra verso la provincia d’Africa (ex stato cartaginese).
     (10 agosto mattina calendario romano) [10 luglio mattina calendario giuliano] Le dodici navi da guerra del legato cesariano Caio Scribonio Curione mettono in fuga le dieci navi della provincia d’Africa al comando di Lucio Giulio Cesare che incrociano nelle acque di Anquillara. Le navi pompeiane si dirigono verso Adrumeto ma la nave ammiraglia si arena, viene abbandonata e catturata da Curione che ordina al questore Marcio Rufo di condurre la flotta nel porto ormai indifeso di Anquillaria, nella baia della Tonnara a nord ovest di capo Bon e lontana 17 miglia da Clupea nei pressi di Kelibia. Sbarca le due legioni ed i 500 cavalieri e si dirige subito a marce forzate verso il fiume Bagrada (Medjerda) lontano più di cento chilometri.
     (12 agosto calendario romano) [12 luglio calendario giuliano] Il legato cesariano Caio Scribonio Curione giunge al fiume Bagrada a quattro leghe da Utica capitale della provincia africana. Mentre le legioni mettono il campo agli ordini del legato Caio Caninio Rebilo, la cavalleria guidata da Caio Scribonio Curione arriva ai Castra Cornelia (a sei chilometri dalle mura della città) e razzia i dintorni della città dopo aver caricato 500 fanti e 600 cavalieri numidi (uccidendone 120) Publio Azzio Varo. Torna poi al campo col bottino mentre la flotta aveva catturato e razziato le 200 navi mercantili bloccate davanti al porto di Utica. Viene dai legionari acclamato imperator.
     (13 agosto calendario romano) [13 luglio calendario giuliano] Il legato cesariano Caio Scribonio Curione invece di accamparsi nel sicuro colle luogo dei Castra Cornelia, usato da Publio Cornelio Scipione Africano Maior durante la seconda guerra punica, si accampa a sud di Utica vicino alle mura. Durante l’allestimento del campo trincerato le vedette degli avamposti annunciano l’arrivo di cavalieri e fanti numidi. Curione lancia la cavalleria per dar tempo alle due legioni di schierarsi. La cavalleria cesariana riesce ad uccidere un gran numero di fanti nemici.
     (notte 13/14 agosto calendario romano) [notte 13/14 luglio calendario giuliano] Disertori marsi passati nelle fila di Publio Azzio Varo riferiscono che Caio Scribonio (13 agosto calendario romano) [13 luglio calendario giuliano] Il legato cesariano Caio Scribonio non ha il favore dei soldati.
     (14 agosto calendario romano) [14 luglio calendario giuliano] Il legato cesariano Caio Scribonio Curione e quello pompeiano Publio Azzio Varo schierano le truppe in una piccola valle situata tra i loro campi ma la via per scendervi è ripida e difficile. Il questore pompeiano Sesto Quintilio Varo (preso prigioniero da Caio Giulio Cesare a Corfinio e poi liberato) invita i soldati cesariani a non combattere contro Publio Azzio Varo. Essi infatti erano stati arruolati da Lucio Domizio Enobarbo negli Abruzzi tra i Marsi ed i Peligni e poi coscritti nelle fila cesariane dopo la caduta di Corfinio. Caio Scribonio Curione rinforza la lealtà dei suoi ricordando loro la codardia di domizio e la clemenza di Cesare e la resa dei pompeiani ad Ilerda.
     (15 agosto calendario romano) [15 luglio calendario giuliano] Battaglia terrestre di UTICA Il legato cesariano Caio Scribonio Curione con due legioni e 500 cavalieri affronta in battaglia davanti alla città di Utica il legato pompeiano Publio Azzio Varo che dispone di due legioni, 4.000 fanti numidi e 600 cavalieri numidi. Entrambi gli eserciti vengono allineati per lo scontro nello stesso luogo del giorno precedente. Azzio fa avanzare sul suo lato sinistro la cavalleria e le truppe leggere mentre Curione lancia contro di loro la sua cavalleria e due coorti di Marruccini. L’urto è favorevole ai cesariani e la cavalleria pompeiana si sfalda e si ritira lasciando i fanti leggeri senza copertura. Caninio Rebilo (legato cesariano in Gallia e grande esperto di arte militare) consiglia curione di lanciare l’attacco generale. L’esercito di Publio Azzio Varo si ritira nel campo trincerato lasciando sul campo 600 morti e 1.000 feriti mentre i cesariani riportano un solo morto. Durante la notte i pompeiani abbandonano il campo e si rifugiano nella città di Utica.gTrionfa sull’avversario ed inizia l’assedio della città. Il re numida Giuba I interviene nel conflitto a fianco dei pompeiani.
     (16 agosto calendario romano) [16 luglio calendario giuliano] Il legato cesariano Caio Scribonio Curione inizia l’assedio della città con la costruzione di un vallo. Messaggeri informano sia Azzio che Curione che il principe della Numidia orientale Giuba I (discendente del grande Massinissa), e feudatario del principe numida Massinissa, ha lasciato la sua neutralità di facciata per portare aiuto ai pompeiani. Giuba ha un rancore personale con Curione che durante il tribunato della plebe del 50 a.C. aveva proposto l’annessione del suo regno all’impero romano ed odiava Caio Giulio Cesare che nel 64 a.C. a Roma lo aveva pubblicamente offeso tirandogli la barba e nel 62 a.C. aveva sottratto alla sua vendetta il principe ribelle Masintha.
     (17 agosto calendario romano) [17 luglio calendario giuliano] Il legato cesariano Caio Scribonio Curione si ritira con l’esercito ai Castra Cornelia e vi installa il campo tricerato. Ammassa frumento, legname e manda messaggeri in Sicilia per richiamare le altre due legioni. Può ricevere rifornimenti via mare e quindi può resistere in quella posizione a tempi indeterminato.
     (19 agosto calendario romano) [19 luglio calendario giuliano] Il prefetto numida Saburra si accampa sul fiume Bagrada con poche truppe e poca cavalleria a quindici chilometri a sud di Utica. il resto dell’esercito numida lo segue a distanza ravvicinata senza essere stato avvistato. Lo giuda lo stesso principe Giuba I ed è composto da 60 elefanti, fanteria e 2.000 cavalieri mercenari galli e spagnoli che formano la sua guardia personale.
     (notte 19/20 agosto calendario romano) [notte 19/20 luglio calendario giuliano] Il legato cesariano Caio Scribonio Curione, male informato da disertori e credendo che quello del prefetto Saburra sia tutto l’esercito numidico in aiuto di Azzio manda tutta la cavalleria contro i nemici. sorpresi nel sonno i Numidi perdono parecchi uomini e molti si danno alla fuga. Mentre la cavalleria terminata l’incursione torna ai Castra Cornelia il legato dopo aver lasciato cinque coorti a presidio del campo con le rimanenti quindici marcia contro il nemico.
     (alba 20 agosto calendario romano) [alba 20 luglio calendario giuliano] Battaglia terrestre del BAGRADA Le quindici coorti del legato Caio Scribonio Curione dopo 25 chilometri percorsi in terreno accidentato raggiungono le truppe del prefetto numida Saburra che ha con sé anche i 2.000 cavalieri mercenari e che si sta lntamente ritirando nella piana tra il fiume Bagrada e le colline di Chaouat. Giunto vicino all’esercito di Giuba I il prefetto si ferma e schiera le sue truppe per la battaglia mettendo avanti la cavalleria e dietro la fanteria. Curione con soli 200 cavalieri (gli altri si erano tornati ai Castra Cornelia) e le 15 coorti sfinite per la marcia forzata accetta lo scontro. L’arrivo continuo dei rinforzi numidi mandati da Giuba stringe i cesariani in una morsa mortale. Il prefetto della cavalleria Gneo Domizio Calvino esorta Curione a mettersi in salvo ma questi sceglie la morte insieme ai suoi legionari. Nessun legionario romano riesce a sopravvivere. si salvano il legato Caninio Rebilo, i Numidi perde l’esercito e la vita. Si salvano Caio Caninio Rebilo, Asinio Pollione Futuro tribuno della plebe del 47 a.C.), alcuni cavalieri e le altre cinque coorti lasciate ai Castra Cornelia. La testa del legato cesariano viene portata a Giuba ed il corpo lasciato senza sepoltura.
     (20 agosto sera calendario romano) [20 luglio sera calendario giuliano] Il questore Marcio Rufo organizza l’evacuazione dei Castra Cornelia imbarcandole truppe su lance mandate dalla flotta. Purtroppo delle cinque coorti pochi riescono a salvarsi in Sicilia, il resto si consegna prigionieroi a Azzio Varo.
     (21 agosto calendario romano) [21 luglio calendario giuliano] Il principe numida Giuba I si fa consegnare daI legato pompeiano Publio Azzio Varo i prigionieri cesariani. Eccetto alcuni scelti personalmente dal re e mandati nel suo regno, tutti gli altri sono trucidati senza che i pompeiani si oppongano
     (estate) Il proconsole Gneo Pompeo Magno (anni 57) trascorre l’anno in Macedonia mentre la moglie Cornelia e suo figlio Sesto sono nell’isola di Lesbo. I circa duecento senatori che lo hanno seguito da Roma risiedono nella città macedone di Tessalonica mentre le truppe vengono radunate nella licalità macedone di Beroca (Verria). Pompeo dispone di nove legioni di cittadini romani: cinque legioni condotte dall’Italia (tra cui le ex cesariane Legio VI e la Legio XV rinominate Legio I e Legio III); una legione chiamata Legio VI Gemina nata dalla fusione delle due legioni siciliane di Marco Porcio Catone (prima ipotesi) o delle due legioni cilicie al seguito del Marco Tullio Cicerone nel 51-50 a.C.; una legione di veterani di Creta e della Macedonia; due legioni che il console Lucio Cornelio Lentulo Crure ha arruolato in Asia. Gli organici di queste legioni nove erano stati completati inserendo i legionari spagnoli sottratti da Lucio Afranio al licenziamento, volontari giunti dalla Tessaglia, Beozia, Acaia e le quindici coorti sottratte al legato cesariano Caio Antonio a Curritta (isola illirica di Veglia nel golfo di Fiume) dopo la sua cattura. Pompeo dispone inoltre di 4.200 soldati ausiliari (1.200 frombolieri e 3.000 arcieri di Sparta, Creta, Siria e del Ponto), di 7.000 cavalieri [tra cui 500 Galli e Germani gabiniani di Alessandria d’Egitto, 600 Galati di Deiotaro (tetrarca della Galazia che nel 52 a.C. aveva dal Senato ricevuto la Piccola Armenia), i Galati di Castore, 200 Galati-Greci di Tarcondario (genero di Deiotaro) e del figlio di Domnilao (tetrarca della Galizia), 500 Cappadoci di Ariobarzane III, 200 Macedoni-Traci di Rascipoli, 500 cavalieri traci del re Coto guidati dal principe ereditario Sadula e 200 arcieri a cavallo siriaci di Antioco della Commagene (Dardani, Bessi, Macedoni, Tessali), 800 servi e pastori pompeiani. Tutte le forze ammontano a circa 50.000 uomini a cui si sarebbero aggiunte nel 48 a.C. le due legioni siriache del proconsole Quinto Cecilio Metello Pio Scipione. Per gli approvvigionamenti di questa armata Pompeo si serve di convogli navali scortati dalla sua poderosa flotta da guerra di 500-600 navi (comprese le 50 egiziane sotto lo stendardo di Gneo Pompeo figlio del proconsole) suddivise in sei squadre e stanziate nei porti dell’Acaia, Rodi, Asia, Siria, Fenicia ed Egitto.
     (fine agosto sera calendario romano) [fine luglio calendario giuliano] A Tessalonica il senato pompeiano, i consoli ed il proconsole Gneo Pompeo Magno decretano al principe numida Giuba I il titolo di amico ed alleato del popolo romano e lo salutano col titolo di re.
     (settembre calendario romano) [agosto calendario giuliano]) Defezionano dalla causa pompeiana le città spagnole di Corduba (Cordova), Carmo (Carmona), Gades (Cadice) che caccia la guarnigione, e Hispalis (Siviglia) che licenzia la Legio Vernacola (reclutata nella provincia e composta ha Hispanienses cioè cittadini romani di Spagna) che di conseguenza diserta da Varrone. Il legato pompeiano che dispone ora solo di un’altra legione (stanziata nella penisola iberica dal 54 a.C. e che si era profondamente spagnolizzata) e 30 coorti di milizie ausiliarie si arrende senza combattere a Caio Giulio Cesare e a Cordova cede l’altra legione, il tesoro e gli approvvigionamenti eseguiti. Cesare annuncia ai cittadini romani della provincia l’esenzione dalle tasse varroniane, la restituzione dei beni confiscati, e parte per la ex colonia fenicia di Cadice ove restituisce al santuario di Ercole il tesoro confiscato a Varrone e conferisce la cittadinanza romana alla città. All’arrivo suo legato Quinto Cassio Longino con le due legioni (forse la Legio XI, la Legio XIV) Caio Giulio Cesare gli affida il governo della provincia Ulteriore ed il comando delle due legioni varroniane (gli saranno poi mandati due nuove legioni arruolate nella Cisalpina la Legio XXI e la Legio XXX). Si imbarca con le due legioni (forse la Legio XI, la Legio XIV) portate da Quinto Cassio Longino sulla flotta varroniana fino a Tarraco (Tarragona) ove sbarca e si dirige verso il passo pirenaico del Perthus.
     (primi di ottobre calendario romano) [primi di settembre calendario giuliano] Caio Giulio Cesare, dopo aver innalzaro sul passo del Perthus un altare di pietra accanto a quello messovi da Gneo Pompeo Magno, marcia verso Marsiglia.
     (ottobre calendario romano) [settembre calendario giuliano] Roma, dopo la fuga degli ultimi indecisi verso le fila di Gneo Pompeo Magno, è in mano ai cesariani. Il pretore urbano Marco Emilio Lepido fa nominare dittatore Caio Giulio Cesare dai senatori rimasti.
     (ottobre calendario romano) [settembre calendario giuliano] Gneo Domizio Enobarbo riesce, approffittando di un mare burrascoso, ad eludere il blocco navale cesariano ed a lasciare con una nave la città di Marsiglia.
     (fine ottobre calendario romano) [fine settembre calendario giuliano] Caio Giulio Cesare giunge a Marsiglia con le due legioni (la Legio XI, la Legio XIV) che avevano combattuto in Spagna.
     (fine ottobre calendario romano) [fine settembre calendario giuliano] Resa di MARSIGLIA. La città di Marsiglia, dopo sei mesi di assedio, si arrende alle condizioni previste nell’armistizio raggiunto col legato cesariano Caio Trebonio. Completamente accerchiata via terra e via mare, in preda alla fame ed epidemie, certa di non poter più contare sui pompeiani capitola. I Marsigliesi sono costretti a portare fuori della piazzaforte armi e macchine da guerra, far uscire dal porto e dagli arsenali tutte le navi e consegnare i denari del pubblico tesoro. Il legato Caio Trebonio però nonostante i suoi geniali tentativi non era riuscito a conquistarla. Cesare non la fa saccheggiare, ne distruggere. Le conferma, ma solo formalmente, l’indipendenza ma gli impone una guarnigione di due legioni di nuova formazione, la cessione di tutti i suoi possedimenti territoriali che vengono aggregati alla provincia romana Narbonese eccetto il perimetro cittadino, di Nizza e delle isolette Stocchades (Pomigues e Ratonneau), del tesoro, delle armi delle macchine da guerra e della flotta, e la rinuncia a battere moneta e coniare le sue monete d’argento. Due nuove legioni avrebbero presidiato la città.
     (fine ottobre calendario romano) [fine settembre calendario giuliano] Messaggeri provenienti dall'Italia informano Caio Giulio Cesare che su proposta (rogatio) del pretore urbano Marco Emilio Lepido, in assenza dei consoli, un senatoconsulto dei senatori rimasti o i comizi tributi lo avevano nominato dittatore. Apprende inoltre che le sue quattro legioni (la Legio VIII, la Legio IX, la Legio XII, la Legio XIII) che avevano combattuto in Spagna ed al ritorno avevano scortato fino al fiume Varo i resti delle legioni afraniane, arrivate a Piacenza si erano rifiutate di proseguire verso Brindisi e molti legionari si erano dati al saccheggio. Caio Giulio Cesare fonda nel territorio narbonese la colonia di diritto romano Arausio (odierna Orange), ex colonia marsigliese vicina alla riva sinistra del fiume Rodano, sulla strada che collega la città di Vienna a nord col mare, che utilizzerà per distribuire terre ai suoi veterani. In essa verrà eretto il più antico arco di trionfo che ricorda le vittorie navali dell'ammiraglio cesariano Decimo Giunio Bruto Albino. Parte poi per Piacenza portando con sé la Legio VII e la Legio X. Rimangono in Gallia come presidio le tre legioni Legio V Alaudae, la Legio XI e la Legio XIV agli ordini del legato Decimo Giunio Bruto Albino.
     (metà novembre calendario romano) [metà ottobre calendario giuliano] Il dittatore Caio Giulio Cesare arriva a Piacenza con le veterane Legio VII e Legio X presso le quattro veterane legioni ribelli (la Legio VIII, la Legio IX, la Legio XII, la Legio XIII) e dopo una indagine decreta che la Legio IX che ha sobillato le altre ad ammutinarsi sia sottoposta alla decimazione e poi sciolta per indegnità. Di fronte al pentimento dei legionari mitiga la sentenza ordinando ai tribuni militari della Legio IX una lista di 120 soldati tra cui estrarre a sorte coloro che saranno congedati senza salario e premi. Rimanda poi la decisione a Brindisi dopo che tutte le sei legioni saranno là giunte. Con questo atteggiamento fermo ma clemente Cesare riesce a riaffermare lo spirito delle truppe e a far partire per Brindisi tutte le sue indispensabili legioni veterane compresa la Legio IX verso la nuova guerra contro il proconsole Gneo Pompeo Magno.
     (2-12 dicembre calendario romano) [28 ottobre-7 novembre calendario giuliano] Il dittatore Caio Giulio Cesare rientra a Roma per la seconda volta e assume la prima dittatura senza nominarsi un magister equitum e in soli undici giorni in virtù del suo imperium fa le seguenti azioni: 1) indice le elezioni per le magistrature dell’48 a.C. e fa convocare i comizi centuriati. Vengono designati consoli Caio Giulio Cesare e Publio Servilio Isaurico (figlio del console del 79 a.C, rivale di Cesare nel 63 a.C. alle elezioni di pontefice massimo ma persona a lui gradita) mentre le altre cariche sono occupate dai suoi seguaci. Senza ricorrere al sorteggio egli stesso distribuisce le funzioni tra i diversi pretori, nomina i governatori per le provincie in suo possesso: a) governatore della Sardegna: Sesto Peducco (pretore designato per il 48 a.C.); b) governatore della Sicilia: Postumio Albino (pretore designato per il 48 a.C.); c) governatore della Cisalpina: Marco Licinio Crasso (pretore designato per il 48 a.C., figlio maggiore del triumviro); d) governatore della Transalpina: Decimo Giunio Bruto Albino (pretore designato per il 48 a.C.); e) governatore della Spagna Citeriore: Marco Emilio Lepido (pretore designato per il 48 a.C.); f) governatore della Spagna Ulteriore: Quinto Cassio Longino (che già la governava da alcuni mesi, pretore designato per il 48 a.C.); 2) fa regolare le questioni riguardanti la cittadinanza romana che concede a tutti i Cisalpini nonché l’amministrazione della giustizia nella Gallia Cisalpina; 3) concede la cittadinanza romana ai Galli Transpadani che gli si erano mantenuti fedeli. Mediolanum (odierna Milano) diventa municipio civico romano (municipium civium romanorum). Il confine settentrionale della Repubblica romana viene portato dal Rubicone alle Alpi (o nel marzo 48 a.C.?); 4) fa restituire in integrum alcuni condannati per broglio in base alla lex Pompeia; 5) emana un’ordinanza per regolare la questione dei debiti privati divenuta gravissima in seguito allo scoppio della guerra civile e all’esodo da Roma dell’aristocrazia; 6) provvede ad una distribuzione di grano alla plebe per attenuare il caro viveri provocato dal blocco della flotta pompeiana; 7) realizza riforme politico sociali; 8) celebra le ferie latine; 9) come pontefice massimo sequestra i tutti i tesori dei templi e santuari compreso quello del tempio di Giove Ottimo Massimo (Capitolino) per finanziare i costi della guerra contro Gneo Pompeo Magno; 10) emette monete auree con l’immagine della Pietas e la scritta Caesar imperator II; 12) si cura dell’attuazione dei provvedimenti presi ad aprile.
     (2-12 dicembre calendario romano) [28 ottobre-7 novembre calendario giuliano] Viene a Roma approvata dai concilia plebis con un plebiscito la lex Iulia proposta (rogatio) dal dittatore Caio Giulio Cesare. Rende i seggi curuli a tutti i senatori suoi simpatizzanti che secondo la lex Pompeia de ambitu del 52 a.C. erano stati mandati in esilio o condannati in contumacia da Gneo Pompeo Magno. Questa revisione della lista senatoria viene attuata senza che Caio Giulio Cesare avesse brigato per la censura.
     (2-12 dicembre calendario romano) [28 ottobre-7 novembre calendario giuliano] Approvazione a Roma della lex Mirtia. Permette al dittatore Caio Giulio Cesare di eliminare i suoi avversari dal Senato e di essere riabilitati soltanto a sua discrezione. Questa revisione della lista senatoria viene attuata senza che Caio Giulio Cesare avesse brigato per la censura.
     (2-12 dicembre calendario romano) [28 ottobre-7 novembre calendario giuliano] Il dittatore Caio Giulio Cesare invia altre due legioni, la Legio XXI e la Legio XXX arruolate in Italia, al legato Quinto Cassio Longino della Spagna Ulteriore arruola una quinta legione tra gli indigeni e 3.000 cavalieri per tenere a freno i Lusitani esasperati dalle sue repressioni.
     (2-12 dicembre calendario romano) [28 ottobre-7 novembre calendario giuliano] A Roma i senatori cesariani ed il dittatore Caio Giulio Cesare dichiarano il principe numida Giuba I nemico del popolo romano.
     (13 dicembre calendario romano) [8 novembre calendario giuliano] Dopo undici giorni di permanenza Caio Giulio Cesare riparte da Roma dopo aver deposto la dittatura che formalmente aveva da circa due mesi ma che praticamente aveva mantenuto per soli undici giorni per la guerra in oriente contro i pompeiani. A Roma rimane il suo segretariato personale o il suo governo occulto formato da tre persone: 1) Caio Oppio, semplice cavaliere ma uomo di grande cultura e raffinato letterario; 2) Lucio Cornelio Balbo, di Cadice, romanizzato da poco e ricchissimo; 3) Aulo Irzio, un ufficiale di stato maggiore che dopo il disastro di Aduatuca era succeduto al padre Trogo Pompeo nella segreteria del proconsole delle Gallie. Durante le sue assenze Caio Giulio Cesare invia loro in codice le sue direttive per mezzo di rapidi e segreti corrieri.
     (metà dicembre calendario romano) [metà novembre calendario giuliano] Il proconsole Gneo Pompeo Magno dopo aver avuto dai senatori a Tessalonica il comando dell’armata, decide di svernare nell’Illiria. Lascia la Macedonia con l’esercito e si dirige a brevi tappe verso la città illirica portuale inespugnabile di Dyrrachium (Durazzo).
     (fine anno) La regina-coreggente Cleopatra VII viene cacciata da Alessandria d’Egitto per aver dato grano al proconsole Gneo Pompeo Magno in tempo di carestia.
     Il senatore cesariano Marco Giunio Bruto (ha 36 anni, questore del 53 a.C.), comandante dell’armata del Tirreno, defeziona, raggiunge e si unisce all’armata di Gneo Pompeo Magno.
     In Egitto il Nilo non raggiunge livelli di piena tali da consentire buoni raccolti.
     NOTA Ludi annuali dati a Roma: a) (4-10/12 aprile) Ludi Megalenses; b) (12-19 aprile) Ludi Cereales o Ceriales o Cerealia; c) (28 aprile-3 maggio) Ludi Florales o Floralia; d) (5-13 luglio) Ludi Apollinares; e) (15-18) settembre) Ludi Magni o Ludi Romani; f) (4-17 novembre) Ludi Plebei.
     NOTA Caio Giulio Cesare di diritto come dittatore e di fatto essendo in guerra, nei settori occidentali dove invia truppe fa diventare governatori al posto degli esistenti i comandanti militari che le guidano. D’ora in poi non si parlerà più di senato consulti per regolare la ripartizione delle provincie e le commissioni dei governatori. Caio Giulio Cesare praticamente distribuisce i governi come meglio crede ai consoli e pretori.
     NOTA La campagna militare dell’anno 49 a.C. di cui sopra abbiamo dato notizie si chiude con pesanti perdite complessive per entrambi gli schieramenti (per perdite non si intendono morti ma il controllo e la disponibilità di queste unità). Il proconsole Caio Giulio Cesare perde circa trentacinque coorti di cui venti in Africa e quindici a Curritta nell’Illirico. Il proconsole Gneo Pompeo Magno tra l’Italia e la Spagna perde centotrenta coorti.
     NOTA L’intercessio ovvero il voto tribunizio rappresenta il migliore scudo della legalità datasi dalla Repubblica romana nella sua costituzione secolare.


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